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La vicenda umana ancor più che professionale del giudice Livatino. Chiamato il "giudice ragazzino" inizialmente in modo denigratorio per togliere autorevolezza ad una persona che aveva raggiunto una posizione di responsabilità per la sua determinazione, preparazione e dedizione alla causa. Dedizione che derivava da un profondo senso etico, con radici in una visione profondamente religiosa della vita.
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