
Don Luigi Ciotti si rivolge direttamente a chi oggi alimenta idee razziste o xenofobe, sostenute da luoghi comuni, paure, e retoriche politiche e mediatiche. Il testo è scritto come una “lettera aperta”: Ciotti non accusa solamente, ma invita al dialogo, alla riflessione, a decostruire convinzioni consolidate come “gli stranieri ci invadono”, “prima gli italiani”, “aiutiamoli a casa loro”. sb6b8878b3fc52f1c.jimcontent.com+4Apple+4Unilibro+4
Si parte da dati e fatti storici per smontare le false narrazioni sull’immigrazione, sulla paura, sull’alterità. L’autore sottolinea come la memoria, la storia dell’emigrazione italiana, e le responsabilità dei paesi europei nel colonialismo siano spesso ignorate nel dibattito pubblico. sb6b8878b3fc52f1c.jimcontent.com+1
Non manca una parte dedicata alla speranza: Ciotti propone che la parte “giusta” non sia un luogo dove stare, ma un orizzonte da costruire insieme, attraverso rispetto, empatia, chiarezza. Anche per chi ha avuto idee che oggi rigetterebbe. sostieni.libera.it+2Apple+2
Il libro termina con una testimonianza semplice ma potente: pensieri di bambini di una scuola elementare che mostrano come già nei più giovani ci sia la capacità di vedere l’altro come persona, non come “diverso”.
