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In questo racconto fantastico e allegorico, Francesco Tonucci immagina l’esistenza di strani esseri chiamati Pappalettere, creature che si nutrono delle lettere dell’alfabeto. Quando compaiono, divorano le parole e cancellano la possibilità di leggere e scrivere, privando le persone della comunicazione e del sapere.
La storia diventa così una parabola sull’importanza della scrittura e della memoria collettiva: senza le lettere, infatti, non esiste conoscenza, né possibilità di trasmettere pensieri ed emozioni. Con ironia e semplicità, Tonucci invita i lettori, soprattutto bambini e ragazzi, a riflettere sul valore della lettura e della scuola come strumenti di libertà e crescita personale.
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