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In questo saggio Luisa Muraro, filosofa e femminista italiana, indaga le origini e i significati dei processi alle streghe che, tra Medioevo ed età moderna, hanno segnato profondamente la storia europea. L’autrice mette in luce come la figura della “strega” non sia soltanto un’invenzione persecutoria, ma porti con sé tracce di un’antica sapienza femminile, legata al corpo, alla natura e al linguaggio simbolico.
Attraverso un’analisi attenta delle fonti storiche e dei racconti processuali, Muraro mostra come la “signora del gioco” – evocata nelle testimonianze delle donne accusate – rappresenti un archetipo di potere femminile autonomo, alternativo all’ordine patriarcale e religioso dominante.
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