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Giorgio Perlasca è un fascista, ha combattuto dalla parte di Franco in Spagna, e per questo si muove bene nel consolato spagnolo di Ungheria, quando inzia la deportazione degli ebrei ungheresi. Con una tipica "arte di arrangiarsi" italiana riesce a fingersi cittadino spagnolo e diplomatico spagnolo. Sfruttando l'amicizia tra Spagna e Germania nazista usa le abitazioni degli spagnoli in Ungheria per creare dei rifugi sicuri per gli ebrei. Mentre i veri diplomatici spagnoli fuggono da una situazione sempre più pericolosa, Perlasca resta sul campo a difendere i diritti di finti spagnoli ebrei, a nome di una patria che non è sua.
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